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mercoledì 15 luglio 2015

Come eravamo (5)

"PROVERBIO DI CESANA BRIANZA"


Nella Arcidiocesi di Milano la devozione e la presenza dei Santi Fermo e Rustico non è da attribuirsi solo ad Oratori o Santuari ma anche ad alcune Parrocchie. Nella provincia di Lecco la parrocchia di Cesana Brianza, decanato di Erba, è dedicata ai Santi Fermo e Rustico.
Come in Albiate, così pure in Cesana la devozione a San Fermo fa parte di una forte tradizione popolare e tante ne sono le testimonianze.

Questo proverbio per esempio è stato inventato e tramandato da generazioni per favorire lo scilinguagnolo dei bambini, in modo che le madri insegnandolo vengano a snodare bene a loro la lingua, ma contiene anche un insegnamento morale:


Parrocchia di San Fermo in Cesana Brianza (LC)


Sul campanin de San Fermu
gh'è una ciribicciàcola
con tresentsessantatrì ciribicciaccoliìt:
varr pussèe la ciribicciàcola
che i tresentsessantatrì ciribicciaccoliìt.


venerdì 19 giugno 2015

Come eravamo (4)

"AGRICOLTURA e ZOOTECNIA - CLOU - DELLA SAGRA"


Questa 406° edizione della nostra Sagra vedrà certamente come protagonista grandemente rivalutata e posta al centro delle manifestazioni la Rassegna Zootecnica. In attesa che il grande programma di manifestazioni che animeranno tutta la giornata di martedì (11 agosto 2015) in Villa Campello, ecco alcune considerazioni che già nel 1991 scrivere sul numero unico il nostro amico Antonio Gatti:


"[...] in Brianza l'agricoltura andrebbe maggiormente sostenuta, ma non solo a parole. Deve essere presa in considerazione quando vengono fatti i programmi politi, le nuove strade, la varie lottazioni [...] Oggi il capitolo «Agricoltura» generalmente è omesso perché riguarda pochi. Viene evidenziato solo il capitolo «Ecologia» che interessa tutti... a riguardo del quale a tante chiacchiere seguono pochi fatti. Si è creata l'idea errata che agricoltura ed ecologia siano argomenti distinti e per alcuni addirittura contrastanti. Bisogna che si finisca di ripetere le cose per sentito dire o per fare demagogia. Criticamente bisogna capire che la tutela dell'ambiente e la tutela dell'agricoltura sono complementari e vanno di pari passo [...] l'uomo fin che ha fatto l'agricoltore è stato un ecologista ed ha evitato sotto molti aspetti il degrado del territorio."

"I numerosi espositori della fiera di San Fermo contribuiscono a mantenere viva e verde una delle caratteristiche peculiari della nostra zona e così si danno da fare affinché ci sia in Brianza un futuro anche agricolo. 

La manifestazione albiatese forse non ha più una grossa rilevanza per scambi commerciali come un tempo. La sua importanza sta oggi nella rappresentatività di un settore che non vuol vedere la Brianza ridotta ad aree di asfalto e cemento, dove l'unico verde disponibile si riduca a striminziti giardinetti pubblici [...] 

Nonostante il perdurare e l'aggravamento della crisi che stringe il settore, mi auguro che anche quest'anno ci sia un grande numero di partecipanti. Mi pare di dover sottolineare che «Agricoltura e Zootecnia» rappresentano e sono il clou della Sagra."  



lunedì 5 maggio 2014

Come eravamo (3)

I GIOVANI DEL 1996


Sfogliando un numero unico della nostra Sagra, datato 1996, colpisce un articolo dal titolo: 
«I giovani "ricordano" San Fermo»
eccone alcuni estratti.

«Accade spesso a noi giovani di ascoltare, narrate dalle voci dei più anziani, le tradizioni collegate alla festa di San Fermo che ormai da 387 anni viene celebrata nel nostro paese. Una lunga storia di filastrocche, racconti, episodi che spesso dissepolti dalle isole della loro memoria in cui erano celati, vengono di nuovo imbarcati sulle onde del ricordo e trascinati nel mare della realtà. […] immagini, quadri di vita che in occasione della Sagra, proponevano Albiate come "cuore" della Brianza, come centro pulsante di senso religioso (l'accorrere della gente alle funzioni religiose fin dalle prime ore del mattino) e di valore economico (conclusione degli affari più impegnativi dell'annata agricola), con le sembianze di un'antica agorà […]



Accade, a volte, che siano i giovani albiatesi a sollecitare, ad interrogare i propri padri, i propri "vecchi" sulle usanze e le consuetudini dell'annuale sagra cittadina, ad approfittare cioè di una memoria vivente, memoria che non è soltanto una registrazione delle cose accadute. […] Ad essi chiediamo una memoria significativa vale a dire un ricordo plasmato dal senso delle cose, orientato sulla qualità del vivere; una memoria che divenga effettivamente segno -"freccia indicatrice"- del perche San Fermo e questa festa a lui dedicata debbano continuare a godere di caratteri di particolarità ed unicità. […]

Perché anche la memoria di noi giovani su San Fermo possa un giorno diventare significativa…»



Come non augurarci che tutto questo anche oggi possa essere vera, che i nostri giovani vengano sollecitati e sollecitino altri perché la nostra secolare Sagra non perda di memoria, tradizioni, valori e possa ancora «considerarsi un "unico", capace di introdurre ciascuno di noi ad una personale esperienza del vivere».

mercoledì 30 aprile 2014

Come eravamo (2)

 "PREPARATIVI PER LE FESTE DI SAN FERMO DEL PASSATO"


Nel 1987 con queste parole Remo Canzi ci ricordava come nel passato si era soliti organizzare e predisporre la nostra Sagra:


«[...] Per la Sagra di San Fermo del passato, i preparativi erano molto lunghi. In un certo senso, duravano l'intero anno, anche se la parte più consistente ed impegnativa, era concentrata nel mese di luglio.
Allora erano pochi coloro che si assentavano dal paese per le ferie, per cui le giornate dedicate alla sagra di San Fermo, erano considerate: ferie, vacanze, momenti di incontri, feste agricole, mercato del bestiame e dell'agricoltura, mostra dei migliori attrezzi della campagna e casalinghi, senza parlare dell'impegnativa parte religiosa che richiederebbe un apposito lungo discorso. [...]

Ad Albiate i preparativi per le feste di San Fermo -si fa per dire- duravano l'intero anno, nel senso che il loro riferimento era continuo e mobilitava l'intera popolazione. Nel corso dell'anno, si mettevano da parte i soldi per il vestito nuovo, che si indossava per le due processioni, la Messa grande e la benedizione. Per le feste si acquistava almeno una damigiana di buon vino che si imbottigliava al canto di canzoni popolari. Si imbiancava la cucina e si dava una mano di colore alla porta di casa. Si mettevano striscioline di fiori di carta sul filo che sosteneva la lampada della luce elettrica e nei tempi più antichi a petrolio, al centro della cucina [...] la grande cucina che fungeva anche da soggiorno e dispensa. [...] Le massaie facevano l'inventario dei piatti e delle scodelle, per rimpiazzare quelli rotti nel corso dell'anno, [...] si usava fare un po' di scorte di generi alimentari, per la loro conservazione si ricorreva al ghiaccio che veniva venduto nei cortili. [...] Le scarpe allora si mettevano solo la domenica e, quelle nuove, salvo eccezioni per matrimoni e battesimi, si acquistavano per la festa di San Fermo. [...]

Quasi in tutte le case vi era il quadro di "San Fermo che si venera in Albiate" davanti al quale, per l'intero mese di agosto, ardeva un lumicino di cera. Tra la fine di luglio e i primi di agosto il paese era particolarmente animato. I cortili erano frequentati da venditori ambulanti di tutte le specie. Dal "bombonatt" si acquistava l'occorrente per fare la torta nera paesana. All'"ureves" si faceva lucidare la catenina o la medaglietta di San Fermo che si teneva in casa. Dal "fondeghée" si acquistava una "boccetta di olio rosso" per lucidare le gambe del tavolo e delle sedie. Al "poverett" si dava una piccola offerta per una preghiera e si aveva dallo stesso l'immaginetta di San Fermo.
La vigilia delle feste, si lavava il pavimento della cucina, incanalando l'acqua nel tombino del cortile. Nello stesso giorno si metteva un mastello pieno d'acqua al sole per il bagno dei ragazzi [...] tenuto conto che trascorrevano interi pomeriggi seduti a terra a curiosare durante il montaggio delle giostre e dei tirasegni e l'allestimento del parco divertimenti. [...] gli stessi in certi momenti sapevano rendersi utili per il Santuario.

Insomma, le feste di San Fermo erano precedute da attività febbrili che interessavano grandi e piccoli e che sfociavano anche in una adeguata preparazione spirituale, dato che "sagra e festa religiosa" hanno sempre formato un tutt'uno. 

In genere, per distinguere la dignitosa povertà dei tempi comuni dell'anno, rispetto alle feste, si diceva: "verrà San Fermo e per alcuni giorni saremo tutti signori!". 
San Fermo, festa religiosa e sagra, rappresenta per Albiate la più valida e più grande motivazione della sua storia di tutti i tempi.»